Illustrazione pop art di placche antitaccheggio rigide grigie applicate a una giacca, a un maglione e a un paio di jeans appesi in negozio

Placche antitaccheggio rigide: tecnologia, forme, blocchi e sganciatori

Le etichette adesive antitaccheggio vanno bene su scatole e confezioni, ma su un capo di abbigliamento, una bottiglia di pregio o un paio di occhiali servono le placche antitaccheggio rigide, che si agganciano al prodotto e si tolgono solo alla cassa con lo sganciatore. In breve: la placca va scelta per tecnologia (la stessa dell’impianto, radiofrequenza o acustomagnetico), per forma (in base al prodotto da proteggere) e per tipo di blocco, e deve essere compatibile con lo sganciatore usato alla cassa.

Questa guida spiega come orientarsi, con le informazioni che i due grandi costruttori di sistemi antitaccheggio, Checkpoint e Sensormatic, pubblicano sulle loro gamme di placche rigide.

Placca o etichetta adesiva?

Le due soluzioni fanno lo stesso lavoro, far scattare l’allarme all’uscita, ma in modo diverso. L’etichetta adesiva si applica una volta e alla cassa si disattiva; la placca rigida si aggancia, si toglie alla cassa e si riutilizza su un altro prodotto.

La placca ha anche un effetto visivo: si vede, e scoraggia il tentativo di furto. Checkpoint descrive le sue placche proprio come deterrenti visivi sicuri per quasi ogni prodotto. Per questo si usa sulla merce esposta di valore, sui capi appesi e sugli articoli che un’etichetta adesiva rovinerebbe o su cui non resterebbe attaccata.

Prima regola: la tecnologia

Una placca contiene un elemento che l’antenna all’uscita riconosce. Checkpoint e Sensormatic producono placche in più tecnologie: radiofrequenza (RF, 8,2 MHz), acustomagnetico (AM) e, su alcuni modelli, RFID.

La placca deve essere della stessa tecnologia dell’impianto: una placca AM non viene vista da un’antenna RF, e viceversa. Il motivo e il modo per capire quale impianto avete sono spiegati nell’articolo antitaccheggio RF o acustomagnetico. Nei nomi delle placche del catalogo la tecnologia è sempre indicata.

Le forme: una placca per ogni prodotto

Le gamme dei costruttori sono ampie proprio perché ogni prodotto ha il suo modo di essere protetto. Checkpoint elenca più di quindici famiglie di placche, fra cui:

  • placche per scarpe, capispalla e jeans;
  • placche per occhiali e occhiali da sole;
  • placche per gioielli, portafogli e cinture;
  • placche per capi delicati, costumi e abbigliamento sportivo, con spillo sottile;
  • placche a matita per l’abbigliamento;
  • placche per prodotti in blister e confezioni appese;
  • placche con allarme incorporato a due o tre toni.

Sensormatic ha una gamma analoga, con placche per abbigliamento, scarpe, occhiali, accessori e attrezzi sportivi, e placche specifiche per le bottiglie di bevande e liquori.

Nella pratica di un negozio le forme più usate sono tre: la placca tonda o rettangolare con chiodo per l’abbigliamento, il collarino per le bottiglie, la protezione per occhiali che si aggancia all’asta.

Il blocco: standard, rinforzato, magnetico

La placca si chiude con un meccanismo che si apre solo con lo sganciatore. Checkpoint distingue le sue placche fra blocco standard (Standard Lock) e blocco rinforzato (Super Lock), oltre a versioni magnetiche. Sensormatic indica per le sue placche magnetiche intensità diverse, 5 kG e 9 kG, e prevede la versione da 9 kG per bottiglie e liquori.

Più il blocco è forte, più è difficile aprire la placca senza lo sganciatore giusto. La scelta segue il valore della merce: blocco standard per l’abbigliamento di uso comune, blocco rinforzato per gli articoli più rubati o di valore.

Sensormatic cita anche soluzioni pensate per ridurre le manomissioni: la SuperTag III con un morsetto brevettato per articoli ad alto rischio, la SuperTag 4 con doppio meccanismo di blocco, e la famiglia InFuzion con il chiodo integrato, che riduce i passaggi per applicarla.

Placche con allarme incorporato

Alcune placche non si limitano a far suonare l’antenna. Checkpoint propone modelli a uno, due o tre allarmi, e Sensormatic le SuperTag con allarme sonoro a due o tre toni: oltre all’elemento rilevato dal varco, contengono un piccolo allarme che suona anche se qualcuno prova a forzare o tagliare la placca, per esempio in un camerino.

Sono placche pensate per i prodotti più esposti al furto, come jeans, giacche e capi di valore, dove il tentativo di rimuovere la protezione avviene dentro il negozio, lontano dall’uscita.

Placche e RFID

Le placche possono servire anche per l’inventario. Sensormatic ha placche a doppia tecnologia, acustomagnetica e RFID, come la InFuzion SuperTag con codice 2D e RFID; Checkpoint indica la tecnologia RFID su alcuni modelli della sua gamma. In questo caso la stessa placca protegge il prodotto e permette di contarlo con un lettore RFID, senza leggere un codice alla volta.

È una scelta da fare se il negozio usa, o pensa di usare, l’RFID per l’inventario; la differenza fra lettori portatili e fissi è spiegata nell’articolo lettori RFID UHF.

Quante placche servono

Le placche si riutilizzano, ma circolano: una parte è sui prodotti esposti, una parte è alla cassa in attesa di essere rimessa, una parte si perde o si rompe nel tempo. Nel calcolare quante placche acquistare conviene partire dal numero di articoli da proteggere esposti contemporaneamente e aggiungere una scorta per i nuovi arrivi e per la rotazione alla cassa.

Lo sganciatore alla cassa

Ogni placca ha bisogno del suo sganciatore. Checkpoint indica per la sua gamma sganciatori come la S3 HandKey, il Multi-Detacher e la Super S3 Key, oltre a sganciatori dedicati per alcune placche specifiche.

La regola pratica è verificare la compatibilità fra placca e sganciatore prima dell’acquisto, soprattutto quando si mescolano placche con blocchi diversi: uno sganciatore adatto al blocco standard può non aprire una placca con blocco rinforzato o magnetico più forte. Se nello stesso negozio convivono più tipi di placche, alla cassa possono servire più sganciatori.

Come applicare e togliere una placca

Per i capi di abbigliamento la placca si aggancia con il chiodo attraverso il tessuto, di solito in un punto poco visibile come una cucitura o un’asola, dove il foro non rovina il capo. Per le bottiglie il collarino si infila sul collo, per gli occhiali la protezione si aggancia all’asta.

Alla cassa l’operatore appoggia la placca sullo sganciatore, la apre e la conserva per riutilizzarla. Un’abitudine utile è tenere le placche tolte in un contenitore vicino alla cassa, fuori dalla portata dei clienti. Prima di riapplicarle, controllate che chiodo e corpo non siano danneggiati: una placca rovinata può non chiudersi bene e staccarsi con facilità.

Errori da evitare

  • Mescolare tecnologie. Placche AM in un negozio con antenne RF non suonano, e viceversa.
  • Dimenticare lo sganciatore. Una placca con un blocco che lo sganciatore della cassa non apre blocca la vendita.
  • Mettere la placca dove rovina il prodotto. Su tessuti delicati servono placche con spillo sottile; su occhiali e bottiglie le protezioni dedicate.
  • Lasciare le placche incustodite. Una placca tolta e lasciata sul banco può essere riutilizzata per coprire un furto.

Placche e sganciatori in catalogo

Nella categoria placche antitaccheggio trovate placche per i due sistemi. Alcuni esempi disponibili:

Placca antitaccheggio Sensormatic SuperTag III grigia
Sensormatic SuperTag III

Per le etichette adesive, da disattivare alla cassa, c’è la categoria etichette antitaccheggio.

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