Illustrazione dell'uscita di un negozio con due coppie di antenne antitaccheggio, una blu e una arancione, ed etichette adesive dei due colori

Antitaccheggio RF o acustomagnetico: due sistemi che non si mescolano

Chi ordina etichette antitaccheggio si trova davanti due famiglie che si somigliano: da una parte le etichette a radiofrequenza (RF), dall’altra quelle acustomagnetiche (AM). La scelta fra antitaccheggio RF o acustomagnetico non si fa al momento dell’ordine, perché l’ha già fatta chi ha installato le antenne all’uscita del negozio. Le due tecnologie lavorano su frequenze lontanissime fra loro, e ogni consumabile (etichette, placche, disattivatore) deve essere della stessa tecnologia dell’impianto.

Questo articolo mette in fila cosa dicono i due costruttori di riferimento, Checkpoint Systems per la radiofrequenza e Sensormatic per l’acustomagnetico: come funzionano le etichette, come si disattivano, dove nascono gli errori quando le due tecnologie si mescolano, e come capire quale sistema avete prima di riordinare.

Due tecnologie, due frequenze

Checkpoint descrive la radiofrequenza come una delle tre forme più diffuse di sorveglianza elettronica degli articoli (EAS, electronic article surveillance), insieme all’RFID e all’acustomagnetico. Sensormatic, dal canto suo, offre tutte e tre le tecnologie: AM, RF e RFID. L’RFID è una tecnologia a parte, con etichette che trasmettono anche un codice: qui ci occupiamo delle due tecnologie che si limitano a segnalare la presenza dell’articolo, quelle a cui appartengono le etichette adesive e le placche di cui parla questo articolo.

Radiofrequenza (RF) Acustomagnetico (AM)
Frequenza antenna Checkpoint EVOLVE S10: da 7,9 a 8,5 MHz tag Sensormatic: 58 kHz
Come risponde il tag un circuito con antenna, attivato dal campo del varco un elemento che vibra alla frequenza del varco e restituisce un segnale
Informazione trasmessa solo la presenza solo la presenza, nessun codice univoco
Disattivazione con il disattivatore RF, anche integrato nello scanner di cassa con il disattivatore AM, in un solo passaggio
Costruttori in catalogo Checkpoint Sensormatic

La differenza di frequenza è il punto da cui discende tutto il resto: da una parte qualche megahertz, dall’altra poche decine di kilohertz. Un’etichetta costruita per rispondere a una delle due frequenze non viene interrogata dall’antenna che lavora sull’altra.

Come funziona un’etichetta RF

Nella sua pagina divulgativa sulla tecnologia RF, Checkpoint spiega che l’etichetta contiene un’antenna e un trasmettitore racchiusi fra due strati adesivi. Quando l’articolo passa fra le antenne all’uscita, il campo del varco attiva il trasmettitore e scatta l’allarme, a meno che l’etichetta non sia stata disattivata o rimossa alla cassa.

Le antenne RF possono essere molto sottili. La scheda della EVOLVE S10, per esempio, indica una larghezza di 0,10 m, un funzionamento in radiofrequenza da 7,9 a 8,5 MHz e una distanza massima di 1,8 m fra le due antenne della coppia.

Sul fronte delle etichette, Checkpoint le propone per famiglie di prodotto: alimentari, abbigliamento e calzature, cosmetici, merce varia. Il costruttore segnala anche un’etichetta RF progettata per i prodotti metallici (RF Metal) e la possibilità di far applicare le etichette già dal produttore della merce, la cosiddetta etichettatura alla fonte (source tagging).

Come funziona un’etichetta acustomagnetica

Sensormatic, in una sua guida tecnica sulla prevenzione delle perdite, descrive così il principio: il varco emette un’onda a 58 kHz che fa vibrare il tag, e il tag vibrando restituisce un’onda elettromagnetica che il varco riconosce. Il tag non trasmette un codice che identifica l’articolo: comunica soltanto la propria presenza.

Nella pagina dedicata all’EAS Sensormatic attribuisce all’acustomagnetico un raggio di rilevazione esteso e una sensibilità normalmente minore alle interferenze elettroniche esterne, che secondo il costruttore dà più libertà nell’installazione.

Le etichette AM di Sensormatic sono proposte in diverse serie e formati, da inserire nella confezione, in rotolo o in fogli. Nella pagina delle etichette il costruttore distingue due comportamenti:

  • Etichette riattivabili. Si possono disattivare e riattivare: Sensormatic le presenta come riutilizzabili senza limiti.
  • Etichette non riattivabili. Una volta disattivate restano tali: Sensormatic le indica per evitare riattivazioni involontarie e i falsi allarmi all’uscita che ne derivano.

La stessa pagina ricorda che Sensormatic produce anche etichette RF: il marchio del costruttore, da solo, non basta a dire di quale tecnologia sia un’etichetta.

La disattivazione alla cassa

Il disattivatore è il punto in cui un errore si nota subito, perché il cliente fa suonare l’allarme con un articolo pagato.

Per la radiofrequenza, Checkpoint descrive la disattivazione durante la lettura del codice a barre: il disattivatore è integrato nella postazione dello scanner di cassa e l’etichetta si disattiva mentre l’articolo viene letto, senza un passaggio in più. I modelli citati nella pagina sulla disattivazione RF sono i Counterpoint iD e Counterpoint ECO.

Per l’acustomagnetico, Sensormatic indica per il disattivatore Essentials la disattivazione in un solo passaggio, qualunque sia l’orientamento dell’etichetta, e per il controller Universal Deactivator Controller II fino a 2,5 impulsi di disattivazione al secondo.

Un disattivatore RF non disattiva le etichette AM, e un disattivatore AM non disattiva quelle RF: anche qui vale la regola della frequenza. Per questo il disattivatore si sceglie insieme alle etichette, non separatamente.

Placche rigide e distaccatori

Le placche (i dispositivi rigidi che si agganciano a capi, bottiglie, occhiali) non si disattivano: si tolgono alla cassa con un distaccatore. Anche le placche contengono un elemento RF o AM, e devono essere della tecnologia dell’impianto per essere rilevate.

Il distaccatore invece dipende soprattutto dal sistema di aggancio della placca. Sensormatic, per esempio, propone distaccatori magnetici di diversa forza (5kG e 9kG) e distaccatori specifici per le sue placche SuperTag. Quando si cambia modello di placca conviene quindi verificare anche che il distaccatore in cassa sia adatto.

Come capire quale sistema avete

Prima di riordinare, bastano poche verifiche:

  1. Il varco all’uscita. Marca e modello sono in genere sulla base dell’antenna o sulla documentazione dell’installatore. Il modello porta alla scheda del costruttore, che indica la tecnologia.
  2. Le etichette in uso. La confezione o la bolla d’acquisto delle ultime etichette riportano la tecnologia (RF 8,2 MHz oppure AM 58 kHz). Nel catalogo le etichette sono divise per tecnologia già nel nome.
  3. Il disattivatore in cassa. Anche il disattivatore riporta la tecnologia: se disattiva le etichette in uso senza falsi allarmi all’uscita, la tecnologia di etichette e impianto coincide.
  4. Le etichette applicate dal fornitore. Se una parte della merce arriva già etichettata alla fonte, va controllato che il fornitore usi la stessa tecnologia del negozio.

Gli errori più comuni

  • Riordinare “etichette antitaccheggio” senza specificare la tecnologia. Il formato può sembrare identico, ma un’etichetta dell’altra tecnologia non viene rilevata.
  • Scegliere dal marchio. Checkpoint è associato alla radiofrequenza e Sensormatic all’acustomagnetico, ma Sensormatic produce anche etichette RF.
  • Cambiare il disattivatore senza cambiare le etichette (o il contrario): il cliente esce con un’etichetta attiva e fa suonare l’allarme.
  • Mescolare placche di tecnologie diverse sullo stesso punto vendita: una parte della merce resta di fatto senza protezione.
  • Non sapere se le etichette AM sono riattivabili o no. Con le riattivabili un articolo disattivato si può proteggere di nuovo, per esempio se rientra in negozio; con le non riattivabili va applicata un’etichetta nuova.

Per un quadro più ampio su antenne, etichette e distaccatori c’è la guida su come funzionano i sistemi antitaccheggio.

Etichette e disattivatori in catalogo

Per gli impianti a radiofrequenza, l’etichetta adesiva di riferimento è l’etichetta RF Checkpoint 4×4 cm con falso barcode (7150318). Per gli impianti acustomagnetici c’è l’etichetta AM Sensormatic MiniUltra Strip II con finto barcode (ZLAPS2).

Per la cassa, i disattivatori sono distinti per tecnologia: per la radiofrequenza c’è il disattivatore RF 8,2 MHz con piatto, e i modelli per le due tecnologie sono raccolti nella categoria disattivatori. Tutte le etichette, divise fra radiofrequenza e acustomagnetico, sono nella categoria etichette antitaccheggio, le placche per capi, bottiglie e occhiali nella categoria placche.

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