Illustrazione di un terminale veicolare Honeywell Thor VM1A con un magazzino e un carrello elevatore sullo sfondo

Terminali veicolari sui carrelli elevatori: Honeywell Thor VM1A e VM3A

Chi guida un carrello elevatore passa la giornata seduto al posto di guida, con le mani occupate a manovrare e a movimentare pallet. Un terminale portatile in tasca, da tirare fuori a ogni missione, qui è scomodo. I terminali veicolari nascono per questo: sono computer fissati al mezzo, con uno schermo grande, alimentati dal carrello stesso e costruiti per sopportare vibrazioni, urti e, nelle versioni per il freddo, le celle frigorifere. In breve: rispetto a un palmare cambiano lo schermo, l’alimentazione, il montaggio e la resistenza; la scelta fra un modello compatto e uno grande dipende da quanto spazio c’è in cabina e da quanto si lavora sullo schermo.

Questo articolo mette a confronto due terminali veicolari Honeywell, Thor VM1A e Thor VM3A, con i dati delle schede tecniche del costruttore.

Cosa cambia rispetto a un terminale portatile

Un terminale portatile è pensato per stare in mano e seguire l’operatore ovunque. Un terminale veicolare resta sul mezzo: l’operatore lo guarda e lo usa senza doverlo tenere. Le differenze principali, che ritroviamo nelle schede Honeywell, sono quattro.

  • Lo schermo. Da 8 o da 12,1 pollici, molto più grande di quello di un palmare: si leggono missioni, mappe e liste di prelievo a colpo d’occhio.
  • L’alimentazione. Il terminale si alimenta dall’impianto elettrico del mezzo; una batteria interna di riserva lo tiene acceso per un breve periodo quando si stacca l’alimentazione.
  • Il montaggio. Il computer si aggancia a una base fissata al carrello e si può togliere senza scollegare i cavi.
  • La resistenza. Vibrazioni continue, urti, polvere e acqua sono la normalità su un carrello: le specifiche sono pensate per questo ambiente.

Per il lavoro a piedi, fra gli scaffali, resta il terminale portatile: ne abbiamo parlato nella guida terminali portatili per magazzino.

Honeywell Thor VM1A: il compatto

Secondo la scheda tecnica Honeywell, il Thor VM1A ha:

  • schermo da 8 pollici WXGA (1280 x 768) retroilluminato a LED, da 400 nit per l’interno o, come opzione, da 900 nit per l’esterno;
  • touchscreen resistivo, capacitivo multi-touch oppure resistivo per celle frigorifere con sbrinatore integrato;
  • tastiera QWERTY completa da 64 tasti con tasti funzione;
  • processore Qualcomm Snapdragon 660 octa-core a 2,2 GHz, 4 GB di RAM e 32 GB di memoria, espandibile con microSD fino a 512 GB, e sistema operativo Android;
  • Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac, Bluetooth 5.0 con BLE e altoparlanti stereo integrati;
  • alimentazione isolata da 10 a 60 V in corrente continua, con convertitori opzionali, e una batteria interna di riserva agli ioni di litio con circa 30 minuti di autonomia a 20 gradi;
  • protezione IP66, temperatura di esercizio da -20 a 50 gradi, vibrazioni secondo MIL-STD-810F;
  • dimensioni di 268 x 214 x 43 mm e peso di 2,1 kg.

Honeywell lo indica per magazzini, carrelli elevatori, porti, trasporto intermodale e produzione.

Honeywell Thor VM3A: lo schermo grande

Il Thor VM3A, secondo la scheda tecnica Honeywell, ha:

  • schermo da 12,1 pollici XGA (1024 x 768) retroilluminato a LED, da 400 nit per l’interno o da 900 nit per l’esterno, con oscuramento dello schermo opzionale;
  • touchscreen resistivo di serie, capacitivo con vetro indurito come opzione, oppure resistivo industriale con sbrinatore integrato per le celle frigorifere;
  • sette tasti multifunzione programmabili integrati;
  • lo stesso processore Snapdragon 660 a 2,2 GHz, 4 GB di RAM e 32 GB di memoria espandibile, con Android;
  • Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac, Bluetooth 5.0 con BLE e NFC integrato;
  • alimentazione isolata da 10 a 60 V in continua e batteria interna di riserva con circa 30 minuti di autonomia a 0 gradi;
  • protezione IP66, temperatura di esercizio da -20 a 50 gradi, vibrazioni oltre MIL-STD-810F e urti secondo SAE-J1455;
  • dimensioni di 318 x 260 x 62 mm e peso di 3 kg.

Honeywell lo indica per i centri di distribuzione, gli stabilimenti di produzione e le operazioni di trasporto merci più impegnativi.

Il confronto in una tabella

Thor VM1A Thor VM3A
Schermo 8 pollici, 1280 x 768 12,1 pollici, 1024 x 768
Tastiera QWERTY completa da 64 tasti Sette tasti programmabili
Alimentazione dal mezzo 10-60 V DC isolata 10-60 V DC isolata
Batteria di riserva circa 30 minuti a 20 gradi circa 30 minuti a 0 gradi
Protezione IP66 IP66
Temperatura di esercizio da -20 a 50 gradi da -20 a 50 gradi
Dimensioni e peso 268 x 214 x 43 mm, 2,1 kg 318 x 260 x 62 mm, 3 kg

Lo Smart Dock: togliere il terminale senza staccare i cavi

Entrambi i modelli usano quello che Honeywell chiama Smart Dock: la base resta fissata al mezzo, con i cavi collegati, e il computer si monta e si toglie in pochi secondi senza toccare il cablaggio. Honeywell cita anche il pannello frontale sostituibile sul campo, per ridurre i costi di manutenzione.

In pratica un terminale può passare da un carrello all’altro, o essere portato in assistenza, lasciando la base al suo posto. La base avanzata, secondo la scheda del VM3A, offre due porte seriali RS-232 alimentate, porte USB host e client e una porta Ethernet: è lì che si collegano, per esempio, un lettore di codici a barre con filo o altri accessori del mezzo.

Le versioni per il freddo

Nei magazzini refrigerati il problema non è solo la temperatura, ma la condensa: passando dalla cella a una zona più calda, lo schermo si appanna. Per questo entrambi i modelli prevedono una versione per le celle frigorifere con touchscreen resistivo e sbrinatore integrato. Nel catalogo queste versioni sono indicate come cold storage per il VM1A e con schermo anticondensa per il VM3A.

Come scegliere fra i due

  • Spazio in cabina. Il VM1A è più compatto e leggero: si adatta meglio a carrelli con poco spazio davanti all’operatore.
  • Quanto si scrive. Con la tastiera QWERTY completa, il VM1A è pensato per chi inserisce dati a mano; il VM3A punta sullo schermo grande e sul touch.
  • Quanto si legge. Liste lunghe, mappe e applicazioni ricche di informazioni si leggono meglio sui 12,1 pollici del VM3A.
  • Dove si lavora. All’aperto conviene lo schermo da 900 nit; in cella frigorifera la versione con sbrinatore.
  • Touch resistivo o capacitivo. Secondo Honeywell il resistivo si usa con il dito e con lo stilo; il capacitivo è multi-touch, con vetro indurito sul VM3A. Nelle celle frigorifere la scelta è obbligata: la versione per il freddo è resistiva, con sbrinatore.

Cosa verificare prima dell’installazione

  • La tensione del mezzo: verificate che rientri nell’ingresso isolato da 10 a 60 V in continua; per le altre alimentazioni Honeywell prevede convertitori opzionali, anche in corrente alternata.
  • La copertura Wi-Fi nelle zone in cui il carrello lavora.
  • Gli accessori da collegare alla base, come lettori o stampanti portatili.
  • Il software: i terminali lavorano con Android, quindi l’applicazione di magazzino deve essere disponibile per questo sistema.

Per i terminali Android portatili Zebra, e per la loro sicurezza nel tempo, ci sono anche le guide Zebra TC21 o TC22 e Zebra LifeGuard.

Terminali veicolari in catalogo

Terminale veicolare Honeywell Thor VM1A visto di fronte, con schermo e tastiera QWERTY
Honeywell Thor VM1A

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