Sistemi per la lettura di codici a barre
Il codice a barre è nato nel 1948 dall'idea di due studenti di ingegneria dell'Università di Drexel, Norman Joseph Woodland e Bernard Silver, dopo aver scoperto l'esigenza fondamentale di automatizzare le operazioni di cassa. Partiamo dal fatto che non sappiamo cos'è in realtà il codice a barre. Cos'è il codice a barre e a cosa serve?
Questo particolare sistema si identifica con la rappresentazione di un dato numerico o alfanumerico, che risulta essere un simbolo visibile sotto forma di barre e spazi. A seconda dei dati codificati al suo interno e al tipo di codifica utilizzata, possono variare le spaziature e gli spessori delle barre. Questi simboli verrano poi codificati, tramite uno scanner elettronico fotosensibile (ovvero il lettore stesso). Tramite questo lettore, i raggi venogno assorbiti dalle zone scure e riflessi dalle zone chiare del supporto su cui è stampato il barcode ("Principio di assorbimento della luce"). Da questo principio si evince l'importanza che ha la stampa del codice.
Quali sono le tipologie di codici a barre presenti sul mercato?
Tra le tipologie più diffuse nel mercato Italiano troviamo il codice EAN (European Article Number), che viene utilizzato nella grande distribuzione, il Farmacode o codice 32 (rielaborazione matematica del Codice 39), usato nell'identificazione dei farmaci. In ambito industriale, quelli più diffusi sono senza dubbio il 128, il 39 alfanumerico e il 2 of 5 interleaved (lo stesso che potete trovare sul retro del "gratta e vinci"). Il codice di controllo, "check digit", è un numero posto all'interno del codice esteso, ed è ricalcolato dall'unità ottica durante la lettura per verificarne la correttezza e l'integrità dei dati.
E i diversi tipi di lettori?
La tecnologia più diffusa è sicuramente quella "laser", che sfrutta uno o più raggi laser, abbinati ad un gioco di specchi per aumentare la leggibilità in qualsiasi posizione sia stampato il codice. Le unità ottiche più economiche sono costituite da una barra di led che illumina il codice a barre ed un sensore chiamato CCD, ovvero "Charged Coupled Device". Queste unità sono più resistenti e leggere, ma portano a dover leggere il codice quasi a contatto con l'unità ottica. Due nuovi sistemi, nati successivamente, sono "linear imager" e "imager": il primo è una via di mezzo tra il CCD ed il Laser, il secondo consiste in una vera e propria fotocamera in grado di leggere e, tramite software, analizzare qualsiasi tipologia di codice. -Soluzioni per Logistica clicca quì -Soluzioni per Inventari clicca quì -Soluzioni per Supermercati e Discount clicca quì -Soluzioni per Farmacie clicca quì (In fase di costruzione ) |